La schiavitù esiste ancora. Oggi i 50 milioni di schiavi si chiamano migranti e working poor

Una persona su 150 nel mondo – e cioè oltre 50 milioni di persone – è vittima di schiavitù moderna. La schiavitù esiste ancora, cresce e prospera sotto il nome di emergenza migranti e working poor. Pandemia e guerra hanno contribuito al vertiginoso aumento: tre anni fa, nel 2019, se ne contavano 40,3 milioni.

Schiavi moderni, e cioè persone sottoposte a lavori forzati o matrimoni: 27,6 milioni sono state sottoposte ai lavori forzati e 22 milioni si sono sposate contro la loro volontà (due terzi sono ragazze):

⁃ 4 su 5 subiscono anche sfruttamento sessuale commerciale

⁃ 1 lavoratore forzato su 8 sono bambini e più della metà di loro sono vittime di sfruttamento sessuale commerciale

⁃ i lavoratori migranti sono tre volte più esposti al lavoro forzato rispetto ai lavoratori adulti non migranti.

La schiavitù moderna avanza in quasi tutti i paesi del pianeta, non solo in quelli “poveri”. Anzi, più della metà (52%) del lavoro forzato e il 25% dei matrimoni forzati si svolgono in paesi a reddito medio-alto.

Europa inclusa, mediamente i lavoratori poveri nell’Ue sono il 9,2%. Italia inclusa, gli italiani guidano la tragedia con l’11,8%.

È la legge del capitalismo criminale. Profitto e sfruttamento godono di un regime di libera circolazione, le persone no.

Eppure c’è ancora chi continua a invocare le frontiere.

fonte: rapporto Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) in collaborazione con l’Ong Walk Free Foundation

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