Segregazione patriarcale in Calabria, nel 2022. E non se ne parla

A Isola Capo Rizzuto, dal 1984 un uomo di 75 anni teneva rinchiusa in casa la figlia oggi 53enne. Quando in famiglia è arrivata la nipote, che oggi ha 13 anni, il mal-trattamento riservato alla figlia è stato esteso anche alla nipote.

Una vita di offese continue e prevaricazione. Rinchiuse in casa in “penose condizioni di vita”, hanno appurato gli inquirenti.

Figlia e nipote vivevano in “uno stato di quasi segregazione”, propiziato anche “dalla soggezione incussa alle vittime per via dei riti satanici che lo stesso compiva”.

I carabinieri hanno trovato in casa una valigetta piena di amuleti e altri oggetti tipici delle celebrazioni di rituali di “magia nera”.

Costrette tra quattro mura di odio e disprezzo, alla donna e alla bambina è stato impedito per anni di uscire di casa.

Per la donna ha significato il divieto di godere di ogni forma di autonomia, ogni possibilità d’indipendenza economica e sociale.

Per la bambina ha significato il sostanziale abbandono scolastico.

Lo scopriamo solo oggi che i Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare nel carcere di Crotone per “maltrattamenti in famiglia”.

Segregate e maltrattate da 40 anni una, dalla nascita l’altra. Nessuno è intervenuto per quasi 40 anni. Parenti, vicini, amici, maestre. Queste due donne – e chissà quante altre – hanno scontato con le loro vite una tragedia collettiva.

murales di TvBoy a Barcellona

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