90 anni senza Malatesta. Viva Errico Malatesta

«Non bisogna proporsi di tutto distruggere credendo che poi le cose si aggiusteranno da loro. Perché l’eliminazione delle istituzioni non deve comportare il peggioramento delle condizioni di vita degli individui. Oltre che ingiusto, infatti, sarebbe anche strategicamente controproducente, perché in pessime condizioni quegli individui tornerebbero a rivolgersi a una nuova autorità»

Il #22luglio di novant’anni fa ci lasciava Errico Malatesta, ma il suo monito è ancora attualissimo. 

Gradualismo rivoluzionario significa puntare all’eliminazione di ogni gerarchia e autorità, non escludere la possibilità di ottenere conquiste sociali capaci di indebolire i governi e migliorare la vita degli sfruttati. 

Non riformista ma riformatore, perché punta alla rivoluzione senza rinunciare ai vantaggi immediati. Le lotte, piccole o grandi, per questi bisogni immediati, vengono definite da Malatesta e Fabbri “ginnastica rivoluzionaria”.

Buon allenamento a tutte e tutti noi.

Viva Malatesta!

Tratto parzialmente da Quelli che Spezzano (Fandango libri, 2020)

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